Il consiglio Pastorale Parrocchiale

Consiglio pastorale

Molto spesso quando si parla della Chiesa, in tutti i suoi livelli, la si identifica con il Papa, i Vescovi, i Preti, le Suore, i Missionari, i catechisti e poco più. Tutti con molti difetti, qualcuno magari più “simpatico” e “aperto”, ma comunque “qualcosa” di diverso da me, di esterno a me e alla mia vita, rispetto al quale io mi metto come “di fronte”. La Chiesa la vivo spesso come un interlocutore un po’ datato con cui confrontarmi; quando ho bisogno, un ente assistenziale al quale rivolgermi; se ci sono problemi in famiglia o di salute, un confidente al quale affidare le mie pene; se invece dice o fa cose con cui non sono d’accordo, una struttura o una organizzazione che porta avanti idee, progetti e valori da me non sempre condivisi. Tutto questo è certamente frutto della mentalità in cui siamo nati, della cultura laica e anticlericale in cui viviamo, della scarsa formazione avuta. Proviamo solo a rileggere cosa dice di sé la Chiesa, in quel grande evento che ha vissuto 50 anni fa e che è stato il Concilio Vaticano II. Nella Lumen Gentium, la Costituzione dogmatica sulla Chiesa al numero 1 afferma: “Cristo è la luce delle genti: questo santo Concilio, adunato nello Spirito Santo, desidera dunque ardentemente, annunciando il Vangelo ad ogni creatura (cfr. Mc 16,15), illuminare tutti gli uomini con la luce del Cristo che risplende sul volto della Chiesa. E siccome la Chiesa è, in Cristo, in qualche modo il sacramento, ossia il segno e lo strumento dell'intima unione con Dio e dell'unità di tutto il genere umano…”. Che bello! La Chiesa è il volto su cui risplende Cristo; lo strumento dell’unione con Dio e tra gli uomini. Tutta la Chiesa è questo. Certo anche chi nella Chiesa è chiamato ad essere pastore, padre e maestro. Ma tutti i battezzati e cresimati partecipano, ognuno a proprio modo alla corresponsabilità di edificare la Chiesa e di annunciare il Vangelo. Tutti, nessuno escluso. In questo senso trova significato in ogni Parrocchia, il Consiglio pastorale. Cos’è? “Il Consiglio Pastorale Parrocchiale (C.P.P.) è un atto di Fede nella Chiesa Popolo di Dio. Sacerdoti, religiosi e laici formiamo un solo popolo, adunato nella carità e vivente in un dinamismo soprannaturale. Il C.P.P. non è principalmente un mezzo o un metodo più efficace di pastorale… né un’esigenza organizzativa che può essere raggiunta in altri modi. Alla base del C.P.P. che non è un organo esecutivo, c’è un’immagine di Chiesa che esso non può evidentemente esaurire ma di cui è “segno”; ossia l’immagine di Chiesa-Comunione quale ci è data dal Concilio… Il C.P.P. è segno della Comunità parrocchiale, porzione del Popolo di Dio nel territorio. Il C.P.P. è un atto di Fede nei carismi di cui sono dotati dallo Spirito Santo tutti i membri della Chiesa, popolo profetico, sacerdotale, regale. Il C.P.P. è il luogo dove, sotto l’azione dello Spirito Santo e nel segno dell’unità, dovrà maturare ed enuclearsi in scelte concrete la pastorale come azione di Cristo che attua la sua missione nel mondo e per la vita del mondo. La caratteristica qualificante dei membri del C.P.P. è la corresponsabilità. Essi infatti si sentono responsabili con il Parroco di tutta l’azione pastorale della Parrocchia. Compito irrinunciabile del C.P.P. è infatti quello di individuare ciò che il Signore vuole dalla Sua Chiesa, qui e ora.

Card. Giacomo Biffi Direttorio Diocesano per la Costituzione dei Consigli pastorali parrocchiali in Diocesi di Bologna.